Una piccola raccolta editoriale dedicata ai proprietari: salute, ambientamento, educazione e benessere dei nostri cuccioli.
A cura della Dott.ssa Michela Bano. Un comportamento comune nei cani di piccola taglia, in particolare nel Chihuahua, che spesso spaventa i proprietari ma non è pericoloso.
Eccoci nuovamente a parlare dei nostri piccoli beniamini. In questo appuntamento parleremo di un problema comune a quasi tutti i cani di piccola taglia, in particolare al Chihuahua, che è fonte d’ansia per tutti i proprietari: lo starnuto inverso.
Mi capita spesso nella pratica ambulatoriale di vedere arrivare proprietari spaventatissimi con il classico sintomo: “stava bevendo e quasi soffocava”. Iniziamo con il tranquillizzare tutti dicendo che questo comportamento non interferisce con l’attività respiratoria, quindi, se trattasi di starnuto inverso, il vostro piccolo non rischia nulla.
Lo starnuto inverso non è altro che un parossismo di atti inspiratori, in genere di origine idiopatica, ovvero un comportamento non patologico legato a stati di eccitazione o al momento dell’abbeverata. I parossismi durano solo pochi secondi e non interferiscono mai in modo significativo con la respirazione: non sono pericolosi per la vita in quanto fenomeni autolimitanti, e non necessitano di trattamenti farmacologici.
Secondo alcuni autori un leggero massaggio al collo potrebbe essere utile ad abbreviare l’episodio, anche se non esistono ad oggi studi che confermino questa ipotesi. Gli animali affetti iniziano ad evidenziare questo comportamento già dai primi anni di vita e tende poi a stabilizzarsi senza peggioramenti nel tempo.
Il consiglio è di non impostare pesanti e inutili trattamenti farmacologici, magari in cuccioli di pochi mesi: una volta confermato dal veterinario che si tratta di starnuto inverso, limitatevi a tranquillizzare il vostro cane con qualche carezza quando succede.
Per un cucciolo, arrivare in una nuova casa è un cambiamento enorme. Nuovi odori, nuove persone, nuovi rumori: tutto è sconosciuto. I primi giorni devono essere tranquilli e delicati.
Per un cucciolo, arrivare in una nuova casa è un cambiamento enorme. Nuovi odori, nuove persone, nuovi rumori: tutto è sconosciuto. Per questo, i primi giorni devono essere il più possibile tranquilli e delicati.
Nei primi 7–10 giorni consigliamo di:
Ricordate che un cucciolo sereno non è quello continuamente stimolato, ma quello che si sente protetto, rispettato e al sicuro. I primi giorni possono fare davvero la differenza nel suo equilibrio futuro.
Toy, mosca, tea-cup, da borsetta… Vogliamo fare chiarezza: nelle razze Chihuahua, Yorkshire Terrier e Shih-Tzu il soggetto toy non esiste, lo standard non lo prevede.
Molto spesso ci sono richieste di cagnolini toy, mosca, tea-cup, da borsetta e chi più ne ha più ne metta. Vorrei fare chiarezza: nelle razze Chihuahua, Yorkshire Terrier e Shih-Tzu il soggetto toy non esiste, lo standard non lo prevede proprio.
È più che altro una terminologia che usano spesso commercianti e coloro che realmente di cani e di razze non se ne intendono, ma sanno bene che così facendo attirano più clienti possibili. Purtroppo c’è una fortissima richiesta di cani da 1 kg.
Questi cani molto spesso nascono deboli, vengono tirati su da noi allevatori — che a volte esageriamo nell’impuntarci che quel cucciolo “ce la deve fare” — e hanno spesso grossi problemi di ipoglicemia, restando per settimane tra la vita e la morte. Nessun essere umano sano di mente vorrebbe che il proprio cucciolo passasse le prime settimane della sua vita in questo modo.
Lasciate che i cani abbiano il loro giusto peso: sono esseri viventi, non giocattoli (toy). Cercate soggetti sani, di buona costruzione fisica, piuttosto che pesino mezzo chilo in più ma che siano bei soggetti e possano accompagnarvi per un lungo periodo della vostra vita.
Nel nostro allevamento potrete trovare senza dubbio soggetti di taglia contenuta, ma non chiedete soggetti denominati toy, perché non esistono.
Sul rapporto tra bambini e cani di piccola taglia si sentono molte opinioni. La verità sta nel mezzo: con rispetto, calma e supervisione il legame può diventare speciale.
Sul rapporto tra bambini e cani di piccola taglia si sentono davvero tante opinioni. C’è chi sostiene che i cani piccoli siano aggressivi, chi pensa che un bambino sia troppo vivace per convivere serenamente con un cucciolo delicato. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo.
Un cucciolo di piccola taglia può crescere benissimo accanto a un bambino, purché il rapporto venga costruito nel modo corretto: con rispetto, calma e supervisione.
La cosa più importante è che il cucciolo non venga visto come un giocattolo, ma come un piccolo compagno di vita e di giochi, con i suoi tempi, i suoi bisogni e le sue emozioni. Anche i bambini, se guidati nel modo giusto, imparano tantissimo da questo rapporto: delicatezza, empatia, responsabilità e rispetto.
Allo stesso tempo, un cucciolo che cresce in un ambiente sereno e positivo potrà sviluppare maggiore sicurezza ed equilibrio. Per questo consigliamo sempre:
Quando c’è armonia tra cane e famiglia, il legame che nasce può diventare davvero speciale.
Per un cucciolo, arrivare in una nuova casa è un cambiamento enorme. Nuovi odori, nuove persone, nuovi rumori: tutto è sconosciuto. I primi giorni devono essere tranquilli e delicati.
Per un cucciolo, arrivare in una nuova casa è un cambiamento enorme. Nuovi odori, nuove persone, nuovi rumori: tutto è sconosciuto. Per questo, i primi giorni devono essere il più possibile tranquilli e delicati.
Nei primi 7–10 giorni consigliamo di:
Ricordate che un cucciolo sereno non è quello continuamente stimolato, ma quello che si sente protetto, rispettato e al sicuro. I primi giorni possono fare davvero la differenza nel suo equilibrio futuro.
“È meglio un maschio o una femmina?” Non esiste una risposta giusta in assoluto. Il carattere dipende molto più dall’indole del singolo soggetto che dal sesso.
Una delle domande che ci viene fatta più spesso è: “È meglio un maschio o una femmina?”. La verità è che non esiste una risposta giusta in assoluto. Spesso si tende ad avere pregiudizi, soprattutto nei confronti dei maschietti, ma in realtà il carattere di un cane dipende molto di più dall’indole del singolo soggetto, dall’educazione ricevuta e dall’ambiente in cui cresce.
Ci teniamo a sfatare alcune convinzioni molto diffuse. Non è vero che:
Sia i maschi che le femmine possono essere compagni meravigliosi, affettuosi ed equilibrati. Se proprio vogliamo parlare di differenze generali, spesso il maschio tende ad essere più “patatone”, più bisognoso di contatto e coccole, molto legato alla famiglia e spesso più arrendevole nei rapporti quotidiani.
La femmina, invece, può avere un carattere leggermente più indipendente e deciso. A volte appare più sofisticata, più selettiva nelle attenzioni e con una personalità un po’ più forte. Naturalmente ogni cane è unico, e ci saranno sempre eccezioni.
Il nostro consiglio è di non scegliere soltanto in base al sesso, ma di lasciarsi guidare soprattutto dal carattere del cucciolo e dal tipo di rapporto che si desidera costruire con lui.
Un intervento chirurgico che asporta ovaie e utero. Generalmente viene effettuata dopo la maturità sessuale e va valutata insieme al proprio veterinario di fiducia.
La sterilizzazione è un intervento chirurgico che comporta l’asportazione di ovaie e utero, rendendo la cagnolina impossibilitata ad avere cuccioli. Generalmente viene effettuata dopo il raggiungimento della maturità sessuale. L’età ideale può variare in base alla razza, alla taglia e alle indicazioni del veterinario, ma nei cani di piccola taglia spesso viene presa in considerazione tra i 6 e i 12 mesi.
La cagna va normalmente in calore circa ogni 6 mesi e, durante questo periodo, possono comparire:
Dal punto di vista della salute, la sterilizzazione può contribuire a ridurre il rischio di alcune patologie, tra cui:
Come qualsiasi intervento chirurgico, anche la sterilizzazione comporta alcuni aspetti da valutare: rischi anestesiologici, possibili complicazioni chirurgiche (seppur rare), tendenza ad aumentare di peso in alcuni soggetti, rarissimi casi di incontinenza urinaria (più frequenti nei cani di grande taglia).
Consigliamo sempre di affrontare la scelta insieme al proprio veterinario di fiducia, valutando età, salute, stile di vita e caratteristiche del singolo cane. Non esiste una decisione “giusta” uguale per tutti: ogni situazione va considerata con equilibrio, consapevolezza e serenità.
Una scelta personale che spesso divide le opinioni. I cani vivono il rapporto con la riproduzione in modo molto diverso dall’essere umano e possono avere una vita serena anche senza accoppiarsi.
La scelta di castrare un cane maschio è molto personale e spesso divide le opinioni. Alcune persone la considerano una scelta innaturale, ma è importante ricordare che i cani vivono il rapporto con la riproduzione in modo molto diverso rispetto all’essere umano e possono avere una vita lunga, serena e felice anche senza accoppiarsi.
Le ragioni che portano alla castrazione possono essere diverse:
Dal punto di vista medico, la castrazione rappresenta anche un’importante forma di prevenzione nei confronti di alcune patologie che possono comparire con l’avanzare dell’età, come:
Molti proprietari pensano che la castrazione possa trasformare completamente il carattere del cane, rendendolo più tranquillo o più obbediente. In realtà, nella maggior parte dei casi, il carattere di base rimane lo stesso. Un cane agitato, testardo o particolarmente vivace non cambia improvvisamente personalità: il comportamento dipende da molti fattori — genetica, educazione, ambiente ed esperienze vissute.
In alcuni soggetti, però, la castrazione può aiutare a ridurre comportamenti strettamente legati al testosterone, come marcature eccessive o competitività verso altri maschi.
È importante sapere anche che i cani sterilizzati possono avere una maggiore tendenza ad ingrassare. Per questo è fondamentale mantenere una corretta alimentazione e una buona attività fisica. Come per la sterilizzazione della femmina, anche questa scelta dovrebbe sempre essere valutata insieme al proprio veterinario di fiducia, considerando il singolo cane e il suo stile di vita.
Uno dei primi insegnamenti per un cucciolo è imparare dove fare i bisogni. La traversina, soprattutto prima della fine del ciclo vaccinale, è una soluzione pratica e sicura.
Uno dei primi insegnamenti per un cucciolo è imparare dove fare i bisogni. Nei primi mesi, soprattutto prima della fine del ciclo vaccinale, la traversina rappresenta una soluzione pratica, sicura ed estremamente utile.
La cosa più importante è avere pazienza e costanza: un cucciolo non impara in pochi giorni, ma con serenità e ripetizione farà grandi progressi.
Ecco alcuni consigli utili:
Un piccolo trucco utile: se il cucciolo fa pipì fuori dalla traversina, potete tamponarne una piccola parte con la traversina stessa, così da lasciargli il suo odore e aiutarlo ad associare quel punto ai bisogni.
La cosa più importante è non punire mai il cucciolo. Urlare o sgridarlo non lo aiuterà a capire, ma rischierà solo di confonderlo o spaventarlo. Con calma, routine e rinforzi positivi, quasi tutti i cuccioli imparano molto più velocemente di quanto si pensi.
In alcune situazioni, preparare un piccolo recintino può essere una scelta molto utile durante il periodo di ambientamento. Non è una punizione, ma uno spazio sicuro e tranquillo.
In alcune situazioni, preparare un piccolo recintino per il cucciolo può essere una scelta molto utile durante il periodo di ambientamento. Può essere particolarmente consigliato in presenza di:
Il recintino non deve essere visto come una punizione, ma come uno spazio sicuro e tranquillo: una piccola “cameretta” dove il cucciolo possa riposare, sentirsi protetto e stare in sicurezza quando non può essere controllato direttamente.
All’interno consigliamo di inserire:
Naturalmente non tutti i cuccioli ne hanno bisogno allo stesso modo. La scelta di utilizzare o meno un recintino va valutata in base alla casa, alla routine familiare e al carattere del cucciolo, possibilmente confrontandosi anche con il proprio allevatore.
Il mio lavoro è meraviglioso. Credo che una delle cose più belle nella vita sia quando una passione riesce a diventare parte della propria quotidianità.
Questi piccoli folletti hanno qualcosa di speciale. Sono affettuosi, dolci, incredibilmente legati alle persone. Non si tirano mai indietro davanti a una coccola e riescono a riempire la casa di presenza, carattere e amore.
Naturalmente non è sempre facile. Ci sono momenti bellissimi, ma anche momenti molto duri. E non parlo soltanto della stanchezza fisica — come quando stai crollando dal sonno ma una mamma decide che è arrivato il momento di partorire e tu sai che dovrai esserci, comunque.
Esiste anche una fatica emotiva, quella che spesso nessuno vede:
In quei momenti puoi solo affidarti all’esperienza, studiare, osservare, tentare, sperare e dare il massimo. Ogni giorno controlli che tutti stiano bene. E a volte, anche dopo settimane, scopri che qualcosa non va. Ci sono situazioni in cui bisogna trovare il difficile equilibrio tra il tentare di aiutare e il capire quando forzare gli eventi non sarebbe più giusto. Fa parte anche questo del lavoro di allevatore.
Quante volte mi è capitato di annullare una cena all’ultimo minuto, o di sentire il veterinario dirmi sorridendo: “Aggiornami perché altrimenti avrei una cena fuori.” Eppure, nonostante la fatica, non mi hanno mai fatto pesare nulla. Anzi. Ho avuto la fortuna di incontrare veterinari straordinari, sempre pronti ad aiutare, rassicurare e trovare perfino il modo di sdrammatizzare nei momenti più tesi.
L’altra parte del mio lavoro, invece, è accogliere le persone. Spiegare la razza, raccontare il loro carattere, vedere gli occhi dei clienti illuminarsi quando incontrano questi cani per la prima volta. Alcune cose si possono spiegare. Altre no. Alcune si devono vivere. E vedere nascere quei sorrisi sinceri è una delle soddisfazioni più grandi.
Con molte famiglie rimane un bellissimo rapporto anche negli anni: arrivano foto, video, messaggi, richieste di consigli. E spesso… tornano. Perché chi vive davvero il mondo dei cani — soprattutto dei Chihuahua — difficilmente si ferma a uno solo. E poi si sa, due è meglio di uno!
Con alcune persone, poi, nasce qualcosa che va oltre. Vere amicizie. Quelle in cui ci si sente ogni giorno, ci si dà il buongiorno e la buonanotte, e ci si accompagna nel tempo.
La verità è che questo lavoro non era un piano. Non avevo deciso a tavolino di fare l’allevatrice. Semplicemente amavo profondamente i cani… e loro, in qualche modo, mi hanno portata qui. E ogni giorno continuo a sentirmi fortunata per questo.